Conosciamo meglio il Pinot Grigio: nell’Oltrepò Pavese se ne produce una tipologia fresca e leggera, perfetta per l’estate.

Le origini del Pinot Grigio

pinot grigio

Ricordiamo che con il nome “Pinot” si intendono una serie di vitigni molto diversi tra loro e molto antichi, di cui si hanno notizie risalenti al  Medioevo.

In origine era diffuso solo nella sua varietà più famosa “noir” (Pinot Nero), dalla quale si sono in seguito sviluppati autonomamente altri vitigni, nati da naturali modificazioni genetiche del primo. Esistono infatti i seguenti vitigni “Pinot”: Pinot Nero, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Pinot Meunier (in francese “mugnaio”, per via della pruina che ricopre gli acini e che ricorda la farina).

Condivide col resto della famiglia il significato del nome, sempre in riferimento alla compattezza della pigna, a delinearne la forma.

L’aggettivo “grigio” si riferisce al colore della bacca, l’unica ad essere naturalmente “grigia”.  

Come il resto della famiglia, è originario della Borgogna, dove trova il suo habitat più naturale. Infatti si tratta di un vitigno molto difficile, che necessita di climi freddi.

Divenuto un vitigno “internazionale”, si è diffuso, in Italia, in Friuli, Veneto, Trentino, e in Lombardia.

Viene per lo più vinificato in bianco (macerazione in assenza di buccia), come nel nostro caso. Se, invece, si opta per una macerazione a contatto per un periodo variabile con le bucce, se ne ottiene un mosto aranciato, col risultato di vini più strutturati e di più forte profumo. Questo è il caso dell’Alsazia, per esempio.  Presente anche in Germania e in Svizzera (in quest’ultima se ne hanno tracce sin dal Medioevo).

Le sue caratteristiche organolettiche sono molto influenzate dalle condizioni climatiche della zona in cui si coltiva. Se si tratta di un clima freddo, ma comunque costante, avremo come risultato un vino di struttura, con sentori vegetali di fiori e frutti.

Se, invece, il luogo si caratterizza per particolari escursioni termiche, il risultato sarà di un Pinot con aromi esclusivamente fruttati e piuttosto corposo.

Si tratta di un vino che qualche decennio fa ha subito una commercializzazione spietata, spesso a danno del livello qualitativo: andava un po’ di moda. Fortunatamente, grazie all’impegno di importanti aziende, anche il Pinot Grigio ha riconquistato una sua identità qualitativa.

Pinot Grigio di Cantine Rossella

La principale differenza delle produzioni pavesi rispetto a quelle del Collio e del Trentino riguardano la sua versatilità: il Pinot Grigio pavese si distingue per la leggerezza e la freschezza.

Degustazione

Vista: giallo paglierino.

Naso: intenso e abbastanza complesso, floreale di gelsomino; fruttato di mela e pera.

Bocca: secco, abbastanza caldo, fresco, sapido e minerale.

T°servizio: 8-10°C

Abbinamenti: antipasti di mare, risotto ai frutti di mare, formaggi di media stagionatura, ma comunque grassi, risotto con i funghi.