Il vino nel cinema: film consigliati

vino nel cinema

Quanti cinefili ci sono tra voi? Vi presentiamo una selezione di film che a nostro parere rappresentano bene il vino nel cinema.

Vino nel cinema: abbinamento da Oscar

Nel tempo, il vino ha “stretto amicizia” con molti degli ambiti nei quali si esprime la creatività dell’uomo. Uno di questi è sicuramente il Cinema. 

Abbiamo di recente ricordato le scene in vigna del film “Il profumo del mosto selvatico” e, nella settimana in cui cade la Notte degli Oscar, non potevamo esimerci dall’approfondire l’affascinante questione.

Sono molti i film che nel passato hanno avuto a che fare col mondo del vino perché la trama vi aveva a che fare in modo a volte indiretto. 

Ricordiamo alcuni titoli che sono entrati nella Storia del Cinema: “La finestra sul cortile” del grande Hitchcock, nel quale compare addirittura una bottiglia di Montrachet ad accompagnare la frugale cena di James Stewart e Grace Kelly: un vino raffinato per una coppia che è stata l’emblema dell’eleganza. 

Oppure le numerose occasioni nelle quali si nomina lo Champagne nei diversi episodi della saga dell’agente segreto più famoso al mondo: “007”, che non di solo Martini si beava. 

In diversi film del maestro Woody Allen fanno la loro comparsa, ancora una volta, illustri vini francesi: Château Margaux, Haut Brion e Puligny-Montrachet. Ci riferiamo a “Misterioso omicidio a Manhattan”, a “Midnight in Paris” e “Match point”, solo per ricordarne alcuni.

don camillo
Don Camillo

In Italia, andando indietro nel tempo, si parla in modo significativo di vino (stavolta vini italiani come il Lambrusco) in due illustri casi  “Miseria e Nobiltà” e “Il Compagno Don Camillo”, il primo diretto da Mario Mattoli e il secondo, a distanza di una decina d’anni, da Luigi Comencini (da www.filodiritto.com/il-rapporto-tra-vino-e-film-storia-di-una-passione).

Cosa accomuna questi esempi? Tralasciando i dettagli e qualche eccezione, in generale il vino vi appare come “comprimario”, per rafforzare, attraverso similitudini e immagini, dei concetti o, molto più spesso, per dar forza e credito nel ricreare atmosfere e situazioni, alla stregua di un paesaggio, di un arredo o di una ambientazione storica.

Del vino, in questi casi, viene recuperata e valorizzata la componente onirica, suggestiva e, spesso, banalmente folcloristica. Questo risulta evidente anche nelle scelte registiche, di stili fotografici e musicali per la colonna sonora.

Il vino come protagonista d’eccezione

Questa visione romantica nella quale prevalgono i concetti di convivialità e legame con la Natura,  permane anche nei casi in cui, al contrario, il vino è protagonista della storia narrata o, comunque, ne alimenta la trama in modo significativo.

Come avviene nei seguenti esempi:

un'ottima annata 2006
Un’ottima annata di Ridley Scott (2006)

“Un’ottima annata”, diretto da Ridley Scott nel 2006, interpretato da un Russell Crowe ancora in forma, ambientato in un’immancabile Provenza da rivista.

“French Kiss”, dove torna ancora una volta la Provenza con le sue vigne, diretto da Lawrence Kasdan nel 1995 e interpretato da Meg Ryan.

“Ritorno in Borgogna” film francese del 2017, diretto da  Cédric Klapisch. Una storia familiare ambientata tra gli splendidi scenari dei vigneti della Borgogna.

Forse l’unica eccezione è costituita da “Sideways”, film del 2004 diretto da Alexander Payne, piacevole road movie che ci coinvolge in riflessioni a tratti profonde. Anche in questo caso, però, il mondo vino viene collegato a foto patinate e paesaggi edulcorati.

Bisogna andare indietro fino al 1962 per imbattersi in un film che affronti aspetti negativi e di criticità, con “I giorni del vino e delle rose”, film in bianco e nero diretto da Blake Edwards con Jack Lemmon e Lee Remick, che affronta il delicato tema dell’alcolismo.

Documentari sul mondo del vino

Se invece abbiamo un interesse più tecnico verso questo mondo, dobbiamo necessariamente passare dalla finzione cinematografica all’analisi documentaristica.

mondovino 2004
Mondovino di Jonathan Nossiter (2004)

Ne è un esempio l’ottimo “Mondovino”, pietra miliare del suo genere, girato nel 2004 dal documentarista Jonathan Nossiter che compie un viaggio tra i viticoltori della Napa Valley californiana e tra quelli della Francia e dell’Italia.

Non si può prescindere neppure da “Barolo boys” film documentario, per la regia di  Tiziano Gaia e Paolo Casalis, del 2014, che racconta l’epopea dei Barolo Boys, un gruppo piccoli produttori vinicoli delle Langhe, che negli anni 80 realizzò un’importante rivoluzione nella tecnica di invecchiamento e affinamento del Barolo.

Infine ricordiamo un’opera del 2012 “Somm”, film-documentario di Jason Wise in cui si parla di maestri sommelier e si fa luce sul difficile percorso per diventarlo.

Come è giusto che sia per dei documentari, in questi casi (in particolar modo nell’ultimo) viene tralasciato il tentativo di edulcorare il mondo-vino, non disdegnando di metterne in luce fatiche, difficoltà e, in alcuni casi, drammi.

Era nostro desiderio fornirvi una carrellata (nient’affatto esaustiva) delle produzioni cinematografiche che, a vario titolo e in modo diverso, abbiano avuto a che fare col nostro amato vino.

Se vi abbiamo fatto nascere un po’ di curiosità, sappiate che un intero mondo vi aspetta… al di là dello schermo!

Buona visione, magari con in mano un bicchiere delle Cantine Rossella!