Il fascino del Vin Brulé

Quando pensiamo al Vin Brulé, ci vengono in mente montagne innevate, freddo e caminetti accesi, oltre ai profumi e alla piacevole dolcezza di questa bevanda.

Storia e origini del Vin Brulé

Età Greco-romana

In realtà l’abitudine di aromatizzare il vino affonda le sue origini nella Grecia antica, da quì passata ai Romani che la chiamavano: “Conditum paradoxum”.

Apicio nel “De re coquinaria” parla di un vino che veniva servito a scopo digestivo a fine pasto, arricchito con pepe nero e miele.

Si attribuisce, invece, ad Ippocrate (il grande medico dell’antichità), l’introduzione dell’uso della cannella, anche nel vino riscaldato. Ippocrate, infatti, fu un grande sostenitore dell’utilizzo delle spezie, che riteneva dotate di virtù terapeutiche: lenitive, antibatteriche, e, unite al vino, corroboranti. Come al solito Greci e Romani avevano capito già tutto!

Età Medievale

Oggi sappiamo che questa consuetudine si era forse diffusa per mascherare i difetti del vino, non ancora prodotto con la consapevolezza che si svilupperà ben più tardi. Per questo motivo a maggior ragione, questa “ricetta” trovò favore nel Medioevo, epoca nella quale, in generale, si eccedeva addirittura nel mascherare cibi e bevande, spesso perché alterati a causa di cattiva conservazione e carenza di igiene. In particolare nel Medioevo si consumavano vini speziati freddi, come l’Ipocras (o ippocrasso), e che somigliavano al moderno Vin Brulé per le spezie usate e per il sapore.

Il Vin Brulé oggi e dove trovarlo

Oggi questa bevanda così suggestiva si trova in varie parti d’Europa: in Italia viene chiamato vin brulè, nei Paesi Anglosassoni mulled wine, in Francia vin chaud, in Germania gluhwein e nei Paesi Scandinavi gloggI (cambiano per lo più le spezie utilizzate).

In Italia è facile trovarlo soprattutto al Nord, nei mercatini di Natale o a Carnevale, servito da pentoloni fumanti o addirittura disponibile in bottiglie da riscaldare una volta arrivati a casa.

Una bevanda evocativa e iconografica, come spesso accade con tutto ciò che ha a che fare col mondo del vino.

Come si prepara il Vin Brulé

Ma qual è la vera ricetta del Vin Brulè?

In realtà non ne esiste una sola, perché strettamente legata al territorio di provenienza. Provate a seguire la nostra!

Ingredienti del vin brulé

preparate zucchero, cannella, anice stellato, chiodi di garofano, scorze d’agrumi, e bacche di ginepro.

In alcune varianti è prevista l’aggiunta di zenzero e cardamomo, due spezie molto forti. In altri casi viene aggiunta la mela tagliata a fette sottili ed inserita nella pentola assieme agli altri ingredienti.

E, naturalmente, sua maestà Il Vino. Attenzione a non dare per scontato che sia rosso. Infatti, ad esempio in Veneto, viene usato il bianco.

Noi vi proponiamo il Pinot Nero, non a caso utilizzato in molte zone perché di struttura, morbido e dal profilo aromatico importante, ovviamente il Pinot Nero targato Cantine Rossella.

Una condizione essenziale è che gli ingredienti siano di ottima qualità, soprattutto il vino.

Procedimento

Versate lo zucchero in una pentola d’acciaio con i bordi alti, e aggiungete via via tutte le spezie, lasciando per ultimo il vino.

Sistemate la pentola sul fuoco e, una volta raggiunta l’ebollizione, fate andare per 5 minuti a fiamma bassa, fino a quando lo zucchero non si sarà sciolto del tutto.

A questo punto munitevi di uno spiedino lungo di legno e infiammatene una delle due punte (attenzione a non scottarvi!) avvicinandola al vino: in questo modo l’alcool presente nel vino prenderà fuoco e continuerà a fiammeggiare fino a quando si spegnerà da solo.

In realtà accanto a questa procedura un po’ complicata ce n’è anche un’altra più semplice: portate ad ebollizione il vino e lasciate che l’alcool evapori (l’alcool etilico evapora a 78,4 °C).

Infine filtrate tutto con un colino a maglie finissime e… servite!

Abbinamenti: vin brulé e…

Sorseggiato con delle castagne o uno strudel (in omaggio alle zone di provenienza) dà il meglio di sé.

Concediamoci una serata romantica in compagnia del nostro Pinot Nero in una versione insolitamente golosa e Cin Cin!

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