Nel weekend abbiamo lanciato l’hashtag #degustoeresisto, con video di brevi degustazioni guidate a cura della nostra sommelier Michela Farina.

Degustazione guidate dei nostri vini tramite i nostri social

Michela Farina, la nostra sommelier, nei prossimi giorni vi guiderà alla scoperta dei nostri vini, con brevi video degustazioni guidate e suggerendovi abbinamenti inediti.

Non sarà ovviamente una classica degustazione di 40 minuti, ma un modo per farvi conoscere un po’ meglio i nostri vini. È divertente notare come ognuna di questi analisi ci fornisca indizi che messi insieme costituiscono dei pezzi di un puzzle, che una volta ricomposti ci danno la carta d’identità del vino.

Abbiamo pensato di tenervi compagnia in questo modo, con un momento di normalità in un periodo che di normale ha ben poco.

Ed è anche un’ottima occasione per imparare le basi della degustazione.

Quali sono le fasi corrette di una degustazione?

Degustare un vino non si limita banalmente all’assaggio, ma è a tutti gli effetti un procedimento tecnico con cui abbiamo la possibilità di capire pregi e difetti del vino in questione. I sensi coinvolti sono vista, olfatto e gusto, grazie ai quali potrete svolgere un esame obbiettivo delle proprietà organolettiche delle varie tipologie di vini.

Vediamo insieme le classiche 3 fasi della degustazione.

Fase #1: Analisi visiva

La fase iniziale è appunto quella visiva: non solo così si stabilisce a che categoria appartenga un vino (rosso, bianco, rosato), ma ci dà modo di farne una prima valutazione. Se prendiamo in considerazione gli spumanti, valutiamo anche quantità, dimensione e persistenza del perlage, che sono le bollicine, e quindi l’effervescenza.

Con l’analisi visiva prendiamo in considerazione parametri limpidezza, colore, consistenza ed effervescenza. Quest’ultima, definita anche “trasparenza”, si riferisce a particelle sospese nel vino, ovvero il fondo.

Il colore ci dà diverse informazioni su vitigno, età, tipologia di fermentazione ecc. e la consistenza si verifica facendo girare il vino nel bicchiere (tranne per lo spumante), ci dà anch’essa informazioni sulla gradazione alcolica e la struttura del vino esaminato.

Fase #2: Analisi olfattiva

Conclusa la prima fase visiva si passa a quella olfattiva, che tramite la stimolazione della stessa mucosa, ci permette di identificare intensità, complessità e qualità degli aromi. Il capitolo più complesso è quello della descrizione del vino, che si avvale di insiemi tipologici di aromi, che vanno dall’aromatico, floreale e fruttato fino allo speziato e all’etereo. È importante sapere che vi sono 3 classificazioni: primari (tipo di uva), secondari (reazioni chimiche nel processo di fermentazione) e terziari (processo di affinamento).

Fase #3: Analisi gusto-olfattiva

Avete mai notato che quando assaggiate qualcosa per la prima volta, il gusto viene percepito oltre che dalle papille gustative anche nel naso? Questo perché, oltre che in bocca, i profumi e gli aromi vengono avvertiti anche nelle vie retronasali.

Con l’esame gusto-olfattivo vengono valutati i seguenti parametri: l’intensità delle cosiddette dolcezze (residuo zuccherino, alcol, morbidezza) e delle durezze (freschezza, astringenza, sapidità, ecc.).

Altri parametri che vengono valutati in una degustazione professionale sono la struttura (il corpo del vino), l’intensità (la forza di un sapore), la persistenza (il tempo in cui i sapori del vino esaminato rimangono in bocca dopo la deglutizione).

Infine, i parametri più importanti per un sommelier sono la qualità (che potremmo definire eleganza) e soprattutto l’equilibrio, cioè l’armonia tra tutti i pezzi del puzzle che sono stati raccolti. 

Sono questi gli elementi che permettono di dare un giudizio valutativo con un’alta percentuale di oggettività.

Naturalmente, noi di Cantine Rossella riteniamo che il parametro da tenere più in considerazione sia il gradimento dei nostri clienti!

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