La potatura verde

potatura-verde

Avete presente l’ombrellone che tutti noi ci portiamo in spiaggia per non scottarci durante l’estate?

Lo sapevate che anche le uve in vigna ne hanno uno?

O meglio, glielo si “costruisce”. Eh sì, perché non è vero che il sole purché sia va sempre bene. Esattamente come per noi umani, anche le uve possono soffrire per una esposizione inopportuna o incontrollata. 

Ma questa è solo una delle operazioni svolte nel corso della Potatura verde o estiva.

Con l’affermazione “Il vino si fa in vigna”, come si sente dire da un po’ di anni, si rimarca l’attenzione prestata alla vigna nel corso dell’anno, con operazioni mirate e modalità diverse a seconda del vino che si vuole produrre, così da conferire in cantina un frutto integro, sano, e col miglior potenziale possibile. La Potatura verde è parte integrante di questo percorso. 

Che cosa è la Potatura verde?

potatura verde

La potatura verde è l’insieme di interventi che si effettuano nel corso della stagione della vite con lo scopo di raggiungere l’equilibrio sia vegetativo che produttivo della pianta. Questi interventi integrano e completano il lavoro di potatura invernale permettendo il mantenimento della forma di allevamento che si è scelta.

La potatura verde può essere eseguita tra l’inizio della vegetazione e fino alla metà di settembre. Come regola è bene non eliminare più di 1/4 della chioma, mentre con quella invernale si può arrivare a 1/3.

Prevede una serie di interventi che, elencati in ordine cronologico, sono:

  • la Spollonatura, cioè la rimozione dei germogli (o polloni appunto) che nella prima fase della stagione vegetativa si formano da gemme latenti disponendosi lungo il ceppo;
  • la Scacchiatura, con la quale si eliminano i germogli in eccesso;
  • la Defogliazione, ossia l’asportazione di foglie per migliorare insolazione e arieggiamento, indispensabile nelle regioni viticole più fredde. Oppure, se la vigna si trova in una zona particolarmente calda o soleggiata, si “sistema” l’apparato fogliare così da modulare e rendere omogenea l’esposizione al sole, al fine di garantirsi una maturazione equilibrata;
  • Cimatura dei tralci, per garantire la formazione di nuove foglie.

Si conclude con:

  • la Legatura della vegetazione perché sia ben fissata alla struttura di sostegno;
  • il Diradamento dei grappoli, volto a migliorare l’equilibrio tra grappoli ed apparato fogliare e garantirsi un frutto con maturazione omogenea, in tutte le sue parti.

Per lungo tempo questa fase del lavoro in vigna è stata sottovalutata. Solo negli ultimi venti anni, con una più approfondita conoscenza dei meccanismi produttivi e in virtù di una accresciuta attenzione alla qualità, le si è riconosciuta la dovuta importanza.

Il lavoro in vigna va inserito nell’insieme delle attività antropiche, con le quali si intendono tutte le azioni compiute dall’uomo con effetti sugli ecosistemi naturali, con un impatto a cui troppo spesso non viene prestata adeguata attenzione.
Per ridurre impatti negativi, razionalizzare e ottimizzare i risultati in termini di qualità e resa produttiva, la chiave è la consapevolezza. 
Consapevolezza e generosa lungimiranza, rispetto a quanto riceveranno i nostri figli. 

Proviamoci.

Nasce Incontri DiPiù

Incontri DiPiù

Dal desiderio di condividere con i nostri clienti incontri ed esperienze della nostra sommelier Michela Farina, e di mettere a loro disposizione i risultati e i frutti di queste combinazioni, nasce una nuova sezione del nostro sito: Incontri DiPiù.

Incontri DiPiù

In essa, periodicamente, la nostra sommelier Michela condividerà la scoperta di nuovi territori e nuovi vini, portandoci per mano a conoscerne storia, creazione, zona di provenienza e cantina produttrice. Privilegeremo le storie “piccole”, solo apparentemente banali o comuni, ma ricche di tradizione da cui trarre ispirazione e esempi di volontà e spirito di iniziativa.

Siamo particolarmente interessati al valore della territorialità, che sta portando alla ribalta vitigni tipici ma dimenticati, che ancora tanto hanno da raccontare.

Ci aiuteremo con video, racconti, e degustazioni, e, naturalmente, dandovi la possibilità di acquistare e degustare in piena libertà, a casa vostra, le bottiglie proposte.

Avete voglia di accompagnarci in questo viaggio?

Muretti-a-secco-Alta-Langa-1

Speriamo proprio di si! Perché è appena iniziato!

Siamo in Alta Langa, località Cortemilia. Provincia di Cuneo sì ma in una zona più verace della blasonata Langa di Barolo e Barbaresco, quindi più giovane e fresca.

Colline non molto alte ma molto ripide: tanto da giustificare, già a metà dell’800, la determinazione dei monaci nel ritagliarvi dei lembi di terra che potessero essere coltivati, ben presto a vite, dato l’elevato potenziale, dando così forma ai terrazzamenti, divenuti, recentemente, patrimonio dell’Unesco.

Forte escursione termica e correnti salmastre provenienti dalla Liguria, regalano a questa terra vini ricchi di aromaticità, freschezza e struttura.

Ecco perché Stefano Barberis, volendo valorizzare questo potenziale, sceglie la macerazione pellicolare per il suo Chardonnay.
100% uve di Chardonnay, macerazione pellicolare per 15/20 ore in pressa pneumatica con aggiunta di enzimi specifici. In seguito mediante l’inoculo di lieviti selezionati si avvia la fermentazione alcolica a temperatura controllata (15/16 °C). Si prosegue con 6-8 mesi in vasche d’acciaio con batonnages settimanali e 2 mesi in bottiglia.

Il risultato? Un bianco goloso: ricco, con una struttura che non ti aspetti nei bianchi, complesso nei profumi e indimenticabile al sorso. Secco, asciutto, cremoso, longevo. 

L’abbiamo scoperto per te, l’abbiamo degustato per te. Non puoi perdertelo!

La nostra promozione

Chardonnay DOC Alta Langa

Chardonnay DOC Alta Langa

9,95 anziché 13,20 euro

La trovi QUI

Cartoni da 3, da 6 o da 12

Hai appena ordinato il solito ma vuoi assaggiare lo stesso questa strepitosa novità?

Fallo senza pensieri: la consegna è gratuita!

Promozione primavera estate 2022

promozione primavera estate

Siete in preda all’agitazione per il cambio-armadio?

Caldo-freddo, freddo-caldo… Uffa! Cosa indossare per affrontare la giornata? Cosa lasciare a portata di mano e cosa metter via nell’armadio?

E a tavola? Bianco-rosso, rosso-bianco? 

Cosa ordiniamo agli amici di Cantine Rossella: facciamo la scorta di bianco o di rosso?

Niente paura! Abbiamo noi la soluzione!

La nostra promozione primavera estate 2022!

3 Gutturnio DOC Superiore, fermo, affinato in botte grande per tre mesi, perfetto per le coccole con i confort food e 3 Ventesimato, frizzante, morbido e fresco, il bianco perfetto a tutto pasto e come base per gli amati Spritz sinonimo di estate e di spensieratezza, perfetto con i piatti più leggeri.

gutturnio-ventesimato 800

Per i primi 100 clienti più veloci nell’effettuare l’ordine sul negozio on line della promozione primavera estate 2022, indicando la quantità desiderata:

3 Gutturnio e 3 Ventesimato a 26 euro anziché 39,30

Promozione disponibile al seguente link

Spedizione gratuita

Affrettati! Ti risponderemo subito per concordare giorno e orario di consegna secondo le tue esigenze.

… e i capricci del meteo non saranno più un problema per te!

“Degustazione alla cieca”: in cosa consiste

degustazione alla cieca

1° caso: un amico d’infanzia ci regala una bottiglia di vino, decantandocene caratteristiche e qualità, e rapporto qualità-prezzo. 

2° caso: abbiamo ottenuto un aumento di stipendio: decidiamo di trattarci bene e di acquistare una bottiglia “di quelle buone” nell’enoteca in centro da cui, di solito, dobbiamo tenerci alla larga.

3° caso: la nostra adorata moglie compie gli anni: è il caso di festeggiare nel ristorante stellato e di ordinare la bottiglia suggerita dal sommelier.

4° caso: con gli amici di sempre facciamo il giro delle cantine assaggiando i vini proposti in compagnia di taglieri di salumi locali.

5° caso: acquisto la bottiglia di vino al supermercato, lasciandomi guidare dall’istinto.

Sono alcune delle situazioni durante le quali ci troviamo a degustare del vino.

Abbiamo mai riflettuto su quanto il tipo di situazione, la compagnia, la forma della bottiglia, l’etichetta e il suo contenuto vadano a condizionare il nostro giudizio?
Ve lo diciamo noi: davvero tantissimo.

A tal punto che sembrerebbe quasi impossibile esprimere un giudizio davvero oggettivo. In realtà i degustatori di professione, in particolare quelli preposti ad emettere valutazioni qualitative che poi andranno sulle guide, seguono protocolli rigorosi.

Ma, pur non essendo dei professionisti, possiamo cimentarci in un tipo di degustazione che, seppure non annulli completamente i condizionamenti esterni, li limita notevolmente. Ci riferiamo alla cosiddetta degustazione “alla cieca”.

La degustazione “alla cieca”

degustazione alla cieca

Consiste nel procedere nel percorso degustativo senza poter vedere né la bottiglia, con etichetta e retro, né conoscerne tipologia, azienda produttrice o provenienza geografica. Per questo motivo, si serve il vino da una bottiglia “vestita”, ossia coperta perché non se ne veda l’etichetta, e, in alcuni contesti, utilizzando addirittura un calice coprente.

L’obiettivo è di mettere alla prova i nostri sensi, dei quali, com’è noto, utilizziamo solo in parte l’enorme potenziale. Il percorso degustativo, a prescindere dalla corrente didattica a cui si faccia riferimento, si avvale dell’utilizzo sapiente e codificato dei tre sensi di vista, olfatto e gusto. In realtà, secondo illustri opinionisti, si potrebbe includere in questo elenco anche il tatto (per le informazioni che ci fornisce sulla temperatura del bicchiere) e l’udito, per il promettente “glu-glu” che anticipa quanto gusteremo di lì a poco.

Tutti questi sensi possono divenire, se ben addestrati, strumenti infallibili di analisi: quasi svolgessimo un’indagine investigativa, possono restituirci se non il nome del vino o dell’azienda produttrice (ma ai più bravi riesce anche questo!), le caratteristiche organolettiche del vino. Quindi, con buona approssimazione, zona di provenienza e restringere la rosa di vitigni da cui esso può avere avuto origine.

Ognuno di noi è dotato di una sorta di archivio interiore, nel quale sono custodite sensazioni ed esperienze che, grazie a stimolazioni sensoriali, ci possono tornare alla memoria, restituendocene nome, luogo, persone, emozioni.

Il segreto è la concentrazione, il rispetto fedele delle tecniche degustative, e (ciò che più ci piace!) l’esercizio e l’allenamento. Può aiutare munirsi di un quaderno su cui prender nota, accanto al nome del vino, di caratteristiche e sensazioni, fino a creare un proprio personalissimo catalogo di esperienze ed emozioni.

Perché quando si tratta di vino è sempre di emozioni che si tratta.

Fasi lunari nell’imbottigliamento: tra rito e leggenda

fasi-lunari-dell'imbottigliamento

Quando si parla di fasi lunari nell’imbottigliamento si assiste, di solito, a due tipi di reazioni, corrispondenti a due vere e proprie scuole di pensiero: quella di chi ritiene che questo legame abbia un fondamento concreto e quella di chi, al contrario, liquida la questione considerandola alla stregua di una “credenza popolare”. Esiste una terza via costituita dal “non è vero ma ci credo”, in ogni epoca e su molti temi, ampiamente battuta.

Come stanno le cose realmente?

Il rapporto tra eventi atmosferici e pratiche agricole è da sempre molto stretto. Non sempre questo rapporto era connesso a una sequenza di causa-effetto. Più semplicemente, in epoche nelle quali era per lo più ignoto ogni principio di legge fisica, si finiva con l’attribuire a eventi creduti soprannaturali, capacità e poteri altrettanto straordinari, in una visione animistica della Natura.

In realtà, come spesso abbiamo modo di constatare, molte delle tradizioni agricole popolari finiscono col rivelare dei fondamenti empirici.

Può considerarsi tale il caso della connessione tra fasi lunari e pratiche agricole o la vita vegetale in generale

Si può supporre, ad esempio, che le variazioni di pressione indotte dalle maree atmosferiche (collegate alle fasi lunari), accelerino o ritardino la circolazione delle sostanze nutritive nelle piante. Ed è provato (sia pure in forma sperimentale) che un calo della pressione atmosferica (come accade nel passaggio dalla luna nuova alla luna piena) determina un aumento dello scorrimento della linfa nelle piante. Al contrario la luna calante lo rallenterebbe. Per questo motivo, per le operazioni di trapianto, piantagione e potatura, si privilegia questo periodo, con l’obiettivo di limitare la fuoruscita di liquido vitale.

Quindi tutte le lavorazioni andrebbero svolte tra luna piena e luna nuova.

Le fasi lunari

le-fasi-lunari

La tradizione ci consegna delle tabelle vere e proprie.

  • Luna crescente per ottenere vini frizzanti.
  • Luna calante per i vini per i quali si preveda un lungo invecchiamento.
  • Luna piena adatta a qualsiasi tipo di vino.
  • Luna nuova sconsigliata per qualsiasi tipo di vino.

Si può sintetizzare in una regola generale: “Tutto ciò che deve crescere e svilupparsi deve essere fatto in Luna crescente. Tutto ciò che deve arrestarsi e morire deve essere fatto in Luna calante“.

L’imbottigliamento come rito

vendita vino in damigiane cantine rossella

Non esiste un fondamento scientifico per questa correlazione.

Quel che è certa è la costanza con cui è stata tramandata e l’assunto in base al quale le tradizioni nascono spesso dall’esperienza.

Ma l’aspetto che a noi affascina di più è di altro genere.

Esso attiene alla componente emotiva che da sempre accompagna il rito dell’imbottigliamento. Perché di rito si tratta. Nella storia dell’uomo il rito è legato alla magia (cosa c’è di più magico della trasformazione del mosto in vino?), alla cultura, alla tradizione.

Nelle famiglie che hanno fatto la storia dell’agricoltura in Italia, il momento dell’imbottigliamento costituiva uno dei momenti salienti dell’anno, come quello della vendemmia, della macellazione o della preparazione delle conserve ecc. Ad ognuno di questi momenti sono legati ricordi di uomini, parole, insegnamenti, affetti.
E la fase dell’imbottigliamento diventa catalizzatore di memoria, passaggio di testimone, gesto di amore.

Questo ci piace dell’imbottigliamento. Ci piace la condivisione del rito, delle emozioni, della tradizione.

Ma dobbiamo ricordare che esso non è solo un travaso da un contenitore all’altro ma fase integrante del processo produttivo, quindi l’attenzione che deve accompagnare questo lavoro non ha solo una valenza emotiva e affettiva ma anche qualitativa.

Per questo amiamo che alcuni dei nostri clienti portino avanti questa pratica; per questo ci rendiamo disponibili a consigliare e informare in merito all’imbottigliamento.

Se poi volete un aiuto pratico, scaricate il nostro Manuale

https://www.cantinerossella.it/damigiane/ e nulla vi coglierà impreparati!

I vini da abbinare a Pasqua e una ricetta per Pasquetta

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi e Pasquetta… mangia quel che vuoi, purché con i vini Cantine Rossella! Ecco quindi per voi qualche idea di vini da abbinare per Pasqua.

Che si preferisca il pranzo tradizionale, con uova, paste ripiene e agnello o qualcosa di innovativo, magari vegetariano o con un occhio alle sempre più gradite cucine orientali, noi di Cantine Rossella rispondiamo con lo Spumante Brut DOC La Cicala. Bollicine fini e persistenti, grazie alla fermentazione naturale, un brut con tutta la forza del Pinot nero vinificato in bianco. Perfetto dall’antipasto al dessert

Se invece preferite un abbinamento dedicato per ogni portata, dopo l’antipasto, potete accompagnare il primo con la nostra Bonarda “Bombarda”, spumeggiante e all’altezza dei piatti più ricchi di sapore.
Per il secondo potete orientarvi sul Gutturnio DOC Superiore, fermo e valorizzato da un passaggio in botte di tre mesi. 

Se al momento del dessert volete accompagnare la Colomba in modo canonico, ecco che il nostro Moscato DOC farà al caso vostro: chiudete gli occhi e vi sembrerà di addentare un dolce acino al sole della Primavera.

E cosa mangiare a Pasquetta?

Oltre ai vini da abbinare a Pasqua, a grande richiesta, di seguito la nostra ricetta, da seguire passo passo, del Club Sandwich!
Non conosciamo ancora le previsioni meteo per quel giorno, ma con questo piatto è certo che farete contenti tutti, grandi e piccini!

La ricetta: Club Sandwich alla “nostra maniera”

È perfetto in abbinamento con la nostra Malvasia (per i più piccoli una bibita o una fresca spremuta andranno meglio) e davvero semplice da preparare: sarà sufficiente organizzare per tempo tutto il necessario.

Cosa occorre

  • Pan carré “cuore di pane” (senza crosta): quattro fette per porzione.
  • Fette sottili di pollo da cuocere ai ferri: una fettina per porzione, grande quanto la fetta di pane.
  • Mini frittate arricchite da strisce di bacon precedentemente grigliato: una per porzione, della grandezza della fetta di pane.
  • Pomodoro “cuore di bue” tagliato a fettine sottili e insaporito con olio e sale, insieme a del basilico fresco.
  • Formaggio dolce a fette: una fetta a porzione.
  • Prosciutto cotto: una fetta a porzione.
  • Preparate, infine, del burro da spalmare (a temperatura ambiente) e della mayonnaise.

Come procediamo

Dopo aver tostato le fette di pan carré su una griglia oppure nel tostapane, proseguite in questo modo:

  • spalmate un velo di burro su 2 fette di pane e farcitele con il pollo, pomodoro e basilico;
  • spalmate la parte superiore del pane con un velo di mayonnaise, adagiatevi sopra la frittata e copritela con un’altra fetta sempre spalmata di salsa;
  • nell’ultimo strato mettete prosciutto e formaggio senza alcuna salsa e coprite con l’ultima fetta di pan carré.
ricetta per pasquetta club sandwich

A questo punto avrete quattro fette super farcite: sull’ultima al centro di ogni lato, verso l’esterno, infilzate uno stuzzicadenti e infine tagliate a triangolini aiutandovi con un coltello da pane, “aprendoli” come un fiore.

Il risultato, oltre che molto allegro e colorato, è particolarmente appetitoso, soprattutto se arricchito con della salsa rosa, e accompagnato a delle patatine fritte.

Il Club Sandwich con questi ingredienti risulta un preparato molto ricco di sapidità, grassezza e aromaticità, quindi, nell’abbinamento, richiede un vino sapido, frizzante e, ovviamente, aromatico.

Sì, parliamo proprio della nostra Malvasia!

Provate: ci aggiorniamo dopo le feste, così ci direte com’è andata!

Milano Marathon 2022: quando il vino fa bene a te e agli altri!

staffettisti-Cantine-Rossella

Domenica 3 Aprile saremo ai Giardini Indro Montanelli per degustare insieme a chi passerà a trovarci i nostri vini da dessert.
Cantine Rossella correrà infatti la Lenovo Relay Marathon 2022, con quattro suoi staffettisti, al fianco della Fondazione Arché.

La Milano Marathon celebrerà la sua 20° edizione, sarà una grande festa per tutti coloro che amano correre all’aria aperta.
Ma non solo. Al fianco di Arché, questo diventerà un importante evento sportivo e di solidarietà.

Fondazione Arché nasce nel 1991 a Milano su iniziativa di padre Giuseppe Bettoni per rispondere all’emergenza dell’HIV pediatrico. Oggi accompagna i bambini e le famiglie vulnerabili nella costruzione dell’autonomia sociale, abitativa e lavorativa offrendo servizi di supporto e cura.Grazie all’impegno degli staffettisti che indosseranno la maglietta con i colori di Arché e a tutti gli altri donatori, quest’anno verrà finanziato il progetto Ipazia, che vuole favorire percorsi di inserimento lavorativo per le giovani donne accolte nei diversi progetti della Fondazione.

Per saperne di più: https://arche.it/cosa-facciamo/inclusione-lavorativa/ipazia-accompagnamento-lavorativo-donne/

Le Cantine Rossella ti aspettano quindi presso lo stand di Arché alla Milano Marathon per una corroborante merenda a base di Moscato DOC e Sangue di Giuda DOC!

moscato doc
Moscato DOC
op doc sangue di giuda cantine rossella
Sangue di Giuda DOC

Ma i runners bevono vino?

È ormai noto che un moderato consumo di alcol (soprattutto vino rosso, purché di qualità), apporta dei benefici, aumentando il livello del colesterolo “buono”, evitando che il colesterolo “cattivo” ostruisca le arterie, abbassando, inoltre, la pressione sanguigna. Sono oggetto di studio anche gli effetti benefici nella prevenzione dell’osteoporosi e dell’Alzheimer.

Ma se l’alcol induce la disidratazione, sarebbe meglio evitare di bere vino prima di gare o competizioni?

In realtà l’effetto disidratante dell’alcol si esaurisce nel giro di ventiquattro ore: quindi se, alla vigilia di una gara o di una vera e propria maratona, non vogliamo rinunciare ad un bicchiere di vino, sarà sufficiente bere con moderazione e abbondare con acqua e carboidrati (da “Sports Nutrition GuideBook” N. Clark).

Ma di sicuro niente impedisce di degustare un buon vino dopo la gara, soprattutto se ci si è limitati ad assistervi!

Qualche indicazione per gli spettatori:

Partenza della Maratona: la posizione ideale è lungo i Bastioni di Porta Venezia, dal lato opposto ai Giardini “Indro Montanelli”. Per raggiungerla, fermata PORTA VENEZIA sulla linea rossa M1.

Arrivo: rettilineo finale all’interno dei Giardini “Indro Montanelli”.

Se non riesci a raggiungerci allo stand, di seguito le quattro frazioni del percorso: se ti trovi a passare, fai da supporter ai nostri quattro staffettisti!

1a Frazione: corso Venezia > via XX Settembre (km 12,50)

2a Frazione: via XX Settembre > via Federico Caprilli (km 8,5)

3a Frazione: via Federico Caprilli > via Benedetto Croce (km 6,5)

4a Frazione: via Benedetto Croce > corso Venezia (km 14,7)

Ti aspettiamo, perché il vino fa bene a te e agli altri!

La Fermentazione Malolattica

fermentazione-malolattica

Crediamo sia ormai noto che dietro un semplice bicchiere di vino si celi una imponente mole di lavoro, progetti, fatiche e tanta passione. Ma alla base di un progetto di vitivinicoltura oggi deve esserci una sostanziale conoscenza dei processi biologici attraverso i quali la Natura ci fa questo dono.

L’enologia moderna nasce dall’osservazione dei fenomeni naturali, dalla comprensione dei suoi meccanismi di causa-effetto, dallo studio di essi sempre più approfondito sino a ottimizzarne e orientarne i risultati in termini di resa e qualità.

In questa visione trova il suo perfetto ruolo il fenomeno delle Fermentazione Malolattica. È un fenomeno del tutto naturale e spontaneo, a patto di specifiche condizioni fisiologiche, divenuto, grazie a studi e approfondimenti, strumento di valorizzazione del prodotto.

Cos’è esattamente la Fermentazione Malolattica?

Si tratta della seconda trasformazione biochimica, per essere precisi una reazione di decarbossilazione. La prima è quella alcolica, che trasforma il mosto in vino (insieme a Co2 e ad energia termica) grazie all’azione dei lieviti, naturalmente presenti nella buccia dell’acino o selezionati e allevati sempre in modo naturale. Tecnicamente la Malolattica consiste nella trasformazione dell’acido malico, uno degli acidi “fissi” dell’uva, insieme all’acido tartarico e citrico, in acido lattico e, ancora una volta, anidride carbonica.

In quali condizioni questo fenomeno si sviluppa ed è possibile? Sono necessarie tre condizioni:

  • pH del vino non eccessivamente basso, quindi vini non eccessivamente acidi;
  • alcol etilico inferiore a 15%;
  • temperatura tra i 18° e i 20°;

Per questo motivo solitamente si svolge nella stagione primaverile. Ma, qualora non vi fossero le condizioni naturali e la fermentazione non si svolgesse in modo spontaneo, viene provocata intervenendo sulla temperatura.

A cosa dobbiamo questa essenziale trasformazione?

Gli agenti della Fermentazione Malolattica sono i batteri lattici, la cui azione, però, viene inibita dal freddo.
Per questo motivo occorre fare attenzione alle temperature.

A cosa serve la Fermentazione Malolattica?

Durante questo processo l’acido malico, più acerbo e più acre, si trasforma in acido lattico, più maturo e più morbido.
Per queste caratteristiche, la Malolattica viene utilizzata prevalentemente nei vini rossi per conferire loro maggiore equilibrio, persistenza, corpo e profumi più fini.

Inoltre, poiché la maggior parte dei batteri lattici sono “eterofermentativi”,  ossia possono generare ulteriori prodotti secondari che potrebbero arricchire il bagaglio aromatico, in alcuni casi la Malolattica viene estesa anche ad alcuni vini bianchi, magari di struttura più importante. È il caso di alcuni Chardonnay. Vengono esclusi ovviamente i bianchi più giovani, nei quali la freschezza costituisce un requisito di qualità.

Anche su qualche rosso è preferibile evitarla. È il caso dei rossi la cui peculiarità sia la ricchezza di profumi primari, ossia sentori di fiori e frutti, o per tipologia di vinificazione o per profilo cromosomico dell’uva, come per esempio rispettivamente i Novelli o uve come il Pinot nero.

Per finire… una piccola curiosità!

Gli Orange Wines, ottenuti da una vinificazione “in rosso” di uve bianche, ossia con una lunga permanenza sulle bucce, possono essere valorizzati dalla Fermentazione Malolattica, proprio come i rossi.

Vi incuriosiscono dei vini con un nome così strano? Ditecelo nei commenti! Potremmo parlarne nei prossimi appuntamenti.

Parliamo di imbottigliamento!

imbottigliamento_Cantine-Rossella

Nelle prossime settimane, i nostri clienti che amano imbottigliare da sé, riceveranno le damigiane del vino targato 2021. Noi di Cantine Rossella abbiamo il privilegio di conoscerli quasi uno per uno e di riuscire a intrattenere con loro piacevoli e periodiche conversazioni nel corso dell’anno. Fra i più frequenti quesiti che ci vengono posti, tramite il Servizio Clienti, c’è l’imbottigliamento e le problematiche a esso connesse.

Ecco, quindi, per tutti voi, un piccolo…

Vademecum sull’imbottigliamento

  1. Lasciar riposare le damigiane per qualche giorno dopo averle ricevute, prima di procedere con l’imbottigliamento (durante il viaggio, infatti, possono essere sottoposte a sballottamenti).
  2. Munirsi di bottiglie (o bottiglioni) nuovi o non troppo riutilizzati, ben puliti e/o ben asciugati.
  3. Individuare un giorno adatto per procedere con l’imbottigliamento, seguendo le indicazioni contenute nel lunario consegnato dai nostri fattorini con le damigiane.
  4. Fare attenzione alle condizioni climatiche: che non ci sia pioggia in arrivo, non ci sia vento, che -possibilmente- ci sia un bel sole.
  5. Le condizioni della cantina o del luogo in cui si opera e si prevede di conservare le bottiglie. Oltre alla pulizia, bisogna badare alla temperatura, al tasso di umidità, e, nel caso, alla presenza, nei pressi, di binari del tram o passaggi della metropolitana, che potrebbero comportare scossoni frequenti.

I tappi

Si tratta di una annosa questione, resa ancor più complessa dall’arrivo sul mercato di tappi realizzati con vari materiali alternativi al sughero (argomento che, temporaneamente, tralasciamo perché molto articolato).

Il “manuale del provetto imbottigliatore” suggerirebbe l’utilizzo di tappi di sughero e bottiglie da 750 ml. (minore volume = minori possibilità di sviluppo di alterazioni dovute al contatto con l’aria). In realtà, la questione si può facilmente risolvere chiedendosi cosa ci si aspetta dal vino che si sta imbottigliando.

Si vuole “far cantina”? Ossia si desidera metter via le bottiglie e invecchiarle o semplicemente osservare gli effetti di un lieve affinamento?
Oppure si prevede di consumare le bottiglie quotidianamente o, comunque, entro l’anno?
La risposta a questa domanda può fornirci una guida nella scelta dei tappi da usare e, in generale, di tutti gli altri materiali che occorrono. Maggiore è il tempo previsto di conservazione delle bottiglie, maggiore dovrà essere la nostra attenzione e le risorse economiche e di tempo che si vogliono utilizzare.

damigiana-Cantine-Rossella

Peraltro, bisogna tenere a mente che, contrariamente a quanto comunemente si pensi, l’imbottigliamento è da considerarsi parte integrante del ciclo produttivo di una bottiglia di vino, e non un semplice passaggio da un contenitore all’altro.
Chi decide di imbottigliare il nostro vino in casa deve innanzitutto e soprattutto divertirsi e sentirsi parte di un processo di nascita e sviluppo, che avrà il suo epilogo in una bella bottiglia da gustare e condividere con gli amici e i famigliari.

Per questo motivo il nostro team di esperti e sommeliers è sempre a disposizione al Servizio Clienti per aiutare e consigliare!

Vai su https://www.cantinerossella.it/damigiane/ e avrai, solo per te, un utile manuale per non fare errori oppure contattaci e l’imbottigliamento in casa diverrà una splendida avventura!