Spesso nei mesi caldi ci viene servito il vino non proprio fresco. Ma a che temperatura va servito il vino d’estate, per assaporarlo al meglio?

A che temperatura va servito il vino nei mesi estivi?

Luglio. Esterno giorno. Pergolato. Tavolata all’aperto. Vista sul mare. Frinire forsennato di cicale. 30°C all’ombra.

Chiedo al cameriere il piatto più famoso del ristorante e della zona: la zuppa di pesce rossa. 

Cosa abbinarci?

Il rosso del pomodoro, reso sapido dalle spezie, sovrasterebbe un bianco qualsiasi.

Sicuramente un bianco della zona, suggeritomi dalla vista delle vigne oltre la collina alle mie spalle, gli terrebbe testa.

Tuttavia decido per un rosso, sempre della zona, e, mentre sul viso del cameriere si fa largo un ghigno di soddisfazione nel pregustare lo scontrino per il rosso più importante della sua carta, lo gelo (è proprio il caso di dirlo), con la mia richiesta di averlo “ben freddo”.

Mi guarda senza il minimo sforzo di nascondere sorpresa e disprezzo insieme, suggerendomi, con fare altero, il servizio a “temperatura ambiente”. A 30°C?! Mi sta proponendo un vin brulée?!

Sempre lo stesso copione.

Il tabù del vino rosso servito freddo.

a che temperatura va servito il vino d'estate

Ma com’è questa storia? Davvero è sempre proibito o sconsigliato bere il rosso ad una temperatura di servizio bassa?

Vediamo innanzitutto come agisce la temperatura sulla degustazione del vino.

La temperatura svolge una funzione fondamentale: quella di rinforzare alcune caratteristiche organolettiche ed attenuarne delle altre.

In particolare, essa incide sulla percezione di alcuni sentori, dei profumi e degli aromi.

Una temperatura più elevata aumenta la sensibilità verso sensazioni quali corposità e morbidezza, mentre attenua le sensazioni più “dure” quali freschezza e sapidità.

Una temperatura di servizio molto bassa può far risaltare eccessivamente la sapidità di un vino, mentre valorizza il perlage di spumanti e vini frizzanti che, se serviti  troppo caldi, risulterebbero  sgradevoli al palato.

Conoscere quanto la temperatura di servizio incida sulle percezioni (e non vale solo per il vino!), costituisce un sicuro vantaggio non solo per trattarsi meglio e godere appieno di cibi e bevande ma, molto opportunamente, per essere in grado di stabilire, con una certa sicurezza, il valore qualitativo di un vino quando ci troviamo a sceglierlo al tavolino di un ristorante.

Di seguito uno schema da tenere a portata di… bicchiere!

  • Spumanti secchi e dolci, vini frizzanti 4-6 °C
  • Vini bianchi semplici, secchi e giovani 6-8 °C
  • Vini bianchi secchi aromatici, vini passiti e vini liquorosi bianchi, vini rosati 8-10 °C
  • Vini bianchi maturi, molto strutturati 10-12 °C
  • Vini rossi fruttati e poco tannici, vini passiti e vini liquorosi rossi 12-14 °C
  • Vini rossi di media struttura e tannicità 14-16 °C
  • Vini rossi di grande struttura e lungo affinamento 16-18 °C

Tabella sempre utile ma a condizione di sapersene staccare, se necessario, con il coraggio e la voglia di sperimentare che, a volte, possono riservarci magnifiche sorprese.

E adesso, lasciatemi bere il mio bel calice di vino rosso, col vetro leggermente appannato dalla condensa…